La causa di canonizzazione

Morto a Benevello il 27 luglio 1918, Maggiorino Vigolungo viene sepolto nel cimitero del paese. Il 26 ottobre 1933 la sua salma viene traslata in uno speciale loculo nel cimitero di Alba e successivamente, il 17 aprile 1952, collocata nella cappella della Società San Paolo dello stesso cimitero. Il 27 ottobre 1962 viene effettuata la ricognizione canonica, e il 2 maggio 1963 le sue spoglie sono traslate nel Tempio di San Paolo di Alba, dove riposano attualmente.

La causa di beatificazione e canonizzazione, promossa dal fondatore, inizia ad Alba il 12 dicembre 1961 con il Processo ordinario, concluso il 26 settembre 1963. Nel 1971 vi è una battuta d’arresto, perché la Congregazione delle cause dei santi intende ridiscutere la questione delle cause di beatificazione degli adolescenti. Concluso il supplemento d’informazione l’11 settembre 1980, cui segue, nella Congregazione plenaria del 24 marzo 1981, la risoluzione positiva della questione relativa alla possibilità dell’esercizio eroico delle virtù da parte degli adolescenti, si giunge al Processo apostolico, celebrato in due fasi: presso il tribunale vescovile di Alba e presso il tribunale di Roma, che ebbe il suo sviluppo dal 30 settembre 1981 al 21 ottobre 1982, con successivo decreto sulla validità dei due processi il 1° luglio 1983. Nel Congresso peculiare del 18 dicembre 1987 i Consultori teologi si esprimono con voto positivo unanime sulle virtù eroiche di Maggiorino; lo studio della Positio e dei voti passa quindi alla decisione definitiva della Congregazione plenaria dei cardinali e vescovi che ha luogo il 28 marzo 1988. Con la firma del decreto sull’eroicità delle virtù, Giovanni Paolo II dichiara «venerabile» Maggiorino Vigolungo. Un miracolo attribuito alla sua intercessione, riconosciuto e approvato dalla Chiesa, aprirebbe le porte alla sua beatificazione.