Hanno detto di lui

Beato Giacomo Alberione: 

«Maggiorino era un’intelligenza precoce; un temperamento molto vivace, e quindi i difetti dell’età si mostravano abbastanza chiaramente…; memoria molto felice; gran desiderio di sapere, sicché egli tempestava di perché un po’ tutti; fantasia fervida, attività esuberante; aveva l’ambizione di riuscire superiore agli altri: a scuola, al catechismo, nel gioco, e anche nella preghiera».

«Vigolungo Maggiorino, aspirante della Pia Società San Paolo; che, prevenuto dalla divina grazia, ebbe un profondo spirito di orazione, massima delicatezza di coscienza, vivo desiderio di perfezione, intelligenza e dedizione all’apostolato delle edizioni, esempio in ogni dovere».

 

Beato Timoteo Giaccardo:

«Vorrei dire a tutti quei giovani che si trovano incerti, indecisi, freddi o stanchi nella lotta spirituale: provate anche a raccomandarvi con fede a Maggiorino, egli era tutto fuoco per l’ideale dell’apostolato stampa, ed è morto consumato dalla lotta contro i suoi difetti».

 

Don Renato Perino:

«La perdurante carenza di vocazioni… potrà forse trovare una soluzione quando in noi rifiorirà una fede più viva in queste realtà evocate dalla figura di Maggiorino Vigolungo, che si staglia sull’orizzonte della Congregazione come la migliore sintesi della pedagogia paolina. Ancora una volta la figura di Maggiorino, capofila dei “ragazzi nuovi” che hanno compreso le istanze della Chiesa e del mondo, sia ispiratrice non solo per gli aspiranti ma anche per tutti gli educatori».

 

Un suo compagno:

«Quel ragazzo delle Langhe era in realtà un grande scalatore, un alpinista nato. Aspettava soltanto la guida fatta per lui, che lo precedesse sui sentieri più ardui, verso le vette. Nel frattempo scalpitava, come un giovane puledro, in attesa del via. E quando trovò il maestro che lo seppe capire e guidare, Maggiorino non esitò a scalare la grande vetta della santità».

 

Una madre di famiglia:

«Io vedo Maggiorino come un normale ragazzo di oggi, come uno dei miei ragazzi, con tutti gli impegni, con tutte le aspirazioni di oggi. Solo che lui ce l’ha fatta a vivere da santo. E, dietro a lui “santo”, voglio che anche i miei figli ce la facciano. Di ritorno dalle Langhe, questo era un desiderio. Col passare del tempo, è diventata la preghiera a Maggiorino di ogni giorno».