La Congregazione delle Cause dei Santi

La costituzione Divinus perfectionis Magister, nella seconda sezione, fa emergere la natura collegiale della Congregazione delle cause dei santi. Le sue competenze sono: le cause di beatificazione e canonizzazione, la concessione del titolo di dottore della Chiesa, e tutto ciò che riguarda le reliquie. Nelle formule di canonizzazione e di beatificazione, «oltre al richiamo solenne alla sua autorità di Pastore supremo della Chiesa di Cristo, il Papa dice di essere giunto a queste decisioni dopo aver lungamente riflettuto, dopo aver invocato più volte l’aiuto divino e dopo aver ascoltato il parere di molti fratelli e soprattutto della Congregazione delle cause dei santi», affermava il card. Amato parlando ai postulatori l’11 gennaio 2010. E continuava: «Lunga riflessione, intensa preghiera e ascolto dei pareri sono il sostegno umano-divino ai suoi pronunciamenti. Accennando alla lunga riflessione, il Santo Padre fa riferimento non solo alla sua personale meditazione ma anche al lungo e laborioso processo di preparazione di una causa di beatificazione e di canonizzazione. In questa preparazione sono implicati innumerevoli protagonisti, che con la loro competenza storica, giuridica, teologica, spirituale, scientifica e pastorale danno il loro contributo al traguardo finale della dichiarazione solenne della santità di un servo di Dio. Una causa di beatificazione e di canonizzazione presuppone una rete di collaborazione, che si sviluppa prima nella fase diocesana e poi in quella romana, prima di approdare alla decisione finale del Sommo Pontefice. Tutto questo lavoro costituisce un apporto indispensabile al magistero della Chiesa, rappresentato, nei vari stadi del processo, dal Vescovo diocesano, dalla Congregazione delle Cause dei Santi e, infine, dal Sommo Pontefice».

Origine ed evoluzione

Con la costituzione Immensa Aeterni Dei del 22 gennaio 1588, Sisto V creò la sacra Congregazione dei riti e le affidò il compito di regolare l’esercizio del culto divino e di trattare le cause dei santi. Queste due competenze furono annesse allo stesso dicastero, perché le cause dei santi si concludono con l’introduzione di un servo di Dio nel culto della Chiesa.

L’idea della divisione della Congregazione dei riti in due dicasteri, già ventilata in seno alla commissione per la riforma della curia fatta da san Pio X, venne realizzata dal beato Paolo VI con la costituzione apostolica Sacra Rituum Congregatio dell’8 maggio 1969 con la quale furono create due Congregazioni, una per il culto divino (soppressa l’11 luglio 1975 con la creazione della nuova Congregatio pro Sacramentis et Cultu divino) ed una per le cause dei santi. Con la stessa costituzione, la nuova Congregazione delle cause dei santi ebbe una propria struttura, articolata in tre uffici: quello giudiziale, quello del promotore generale della fede e quello storico-agiografico, che era la continuazione della sezione storica creata da Pio XI il 6 febbraio 1930.

La Congregazione aveva inoltre una propria Cancelleria.

Un nuovo assetto al dicastero fu dato dalla costituzione apostolica Divinus perfectionis Magister del 25 gennaio 1983 e le rispettive Normae servandae in inquisitionibus ab Episcopis faciendis in Causis Sanctorum del 7 febbraio 1983, con le quali si provvide a una profonda riforma della procedura delle cause di canonizzazione (che vanno istruite dai vescovi diocesani iure proprio) e alla ristrutturazione della Congregazione, che è stata dotata, tra l’altro, di un collegio di relatori, con il compito di curare la preparazione delle Positiones super martyrio oppure super vita, virtutibus et fama sanctitatis dei servi di Dio. Con la costituzione apostolica Pastor Bonus del 28 giugno 1988, san Giovanni Paolo II cha fissato la denominazione del dicastero in Congregazione delle cause dei santi.

Attuale struttura

Quanto alla struttura organica della Congregazione, secondo la costituzione apostolica Pastor Bonus, gli attuali membri sono: a) il prefetto della Congregazione, che «regge il Dicastero, lo dirige e lo rappresenta», e che è in questo momento il cardinale salesiano Angelo Amato; b) i cardinali e vescovi membri della Congregazione delle cause dei santi, nominati dal Papa per cinque anni, che hanno il compito di studiare le cause e tutte le altre questioni inerenti ad esse; c) il segretario, che cura le relazioni con gli esterni, partecipa alle discussioni, vota nella congregazione dei cardinali e vescovi e prepara la relazione dei voti da presentare al Sommo Pontefice, è l’arcivescovo Marcello Bartolucci; d) il sottosegretario, che collabora con il segretario nella direzione del personale e nella trattazione delle cause in ambedue le fasi diocesana e romana, e supplisce l’assenza di un relatore per i miracoli, è P. Bogusław Turek; e) il promotore della fede o prelato teologo, attualmente mons. Carmelo Pellegrino, che dirige il congresso dei teologi, prepara la relazione e il voto scritto, partecipa senza voto alla sessione ordinaria dei cardinali e vescovi membri, e soprattutto cura che vengano approfondite e chiarite tutte le questioni di natura teologica riguardanti la causa; f) il collegio di relatori, presieduti dal relatore generale (il cappuccino p. Vincenzo Criscuolo), primus inter pares, per lo studio delle cause presso la Congregazione, e la preparazione delle Positiones, con l’aiuto di un collaboratore esterno.

Vi è inoltre un’équipe di altre 23 persone, il capo ufficio e gli ufficiali (sacerdoti, religiosi e religiose, laici e laiche, per lo studio delle cause e lo svolgimento dell’attività quotidiana del dicastero); i consultori storici e teologi, esperti per studiare in particolare le Positiones; i periti medici, per l’esame delle guarigioni (c’è un Albo dei medici); e infine gli uffici interni alla Congregazione (protocollo, ex-cancelleria, amministrazione e cassa, archivio). La Congregazione ha 34 membri – tra cardinali, arcivescovi e vescovi –, 5 relatori e 83 consultori.

Annesso al dicastero è lo Studium, istituito nell’udienza pontificia del 2 giugno 1984, per la formazione dei postulatori e degli altri collaboratori presso la Congregazione, nonché di quanti intendano esercitare i diversi compiti presso le curie diocesane per la trattazione delle cause dei santi. Lo Studium ha inoltre il compito di curare l’aggiornamento dell’«Index ac status causarum».

Gli organi collegiali, invece, sono: a) il congresso ordinario della congregazione, che si riunisce di solito ogni venerdì, per esaminare le questioni ordinarie riguardanti le cause o connesse; b) la seduta dei consultori storici, nominati dal Papa per cinque anni; c) la consulta medica, sette medici presi dall’albo, presieduti dal presidente (se il fatto prodigioso è di natura diversa, il prefetto può nominare altri periti ad casum); d) il congresso peculiare dei consultori teologi (otto più il promotore della fede), nominati per cinque anni; e) le sessioni: ordinaria (cardinali e vescovi membri, che si riunisce il primo e il terzo martedì del mese), plenaria (tutti i cardinali e vescovi membri, in data concordata con la segreteria di stato), interdicasteriale (per trattare questioni di interesse comune).

La Congregazione delle cause dei santi sta pubblicando in italiano i sette volumi della monumentale opera De servorum Dei beatificatione et beatorum canonizatione, di Benedetto XIV. Sono stati pubblicati i primi quattro volumi, e gli altri saranno pubblicati a scadenza annuale.

In data recente, 1° novembre 2011 (la Prefazione della terza edizione porta la data del 29 giugno 2014), la Congregazione delle Cause dei Santi ha pubblicato il volume «Le Cause dei Santi», sussidio per lo Studium, curato da P. Vincenzo Criscuolo, P. Daniel Ols e Mons. Robert Sarno, con Prefazione del Card. Angelo Amato, una sorte di Manuale dove si può trovare raccolta in curata sintesi tutta la dottrina attuale della Congregazione sul tema delle Cause di canonizzazione.

Ogni anno la Congregazione prepara tutto ciò che è necessario affinché il Papa possa proporre alla Chiesa nuovi esempi di santità. In questi momenti le cause introdotte superano la cifra di 2.500 servi e serve di Dio. Una volta approvati i risultati delle differenti cause sul martirio o sulle virtù eroiche di ognuno dei servi di Dio, oppure sui miracoli attribuiti ai vari venerabili o beati, il Santo Padre procede alle rispettive beatificazioni (attraverso un delegato, che è in genere il prefetto della Congregazione delle cause dei santi) e canonizzazioni, che il Papa presiede personalmente.