Attualità

La figura del Beato Timoteo Giaccardo appare oggi nella sua grande attualità per le straordinarie virtù umane, cristiane, religiose e apostoliche. Il Beato Timoteo non è una figura da museo, un’immaginetta da mettere in un libro. La sua vita è un esempio attuale di come si possa conciliare la più alta contemplazione con la più intensa vita apostolica. Ha camminato nella via del com­pimento graduale del piano di Dio su di lui, nella fatica, nella lotta e anche nelle gioie del quotidiano, convinto che «Iddio parla, ispira, fa vedere le cose da farsi ma come ai Profeti spesso, cioè senza far vedere le distanze, gli intermezzi; e spesso gli intermezzi e spesso il tempo, il modo, le circostanze, le la­scia pensare a noi e le vuole da noi». Vediamo alcune caratteristiche.

Docilità e obbedienza al carisma del fondatore.

«Fedelissimo tra i fedeli, fu il Mae­stro che tutti precedeva con l’esempio, che tutto insegnava, che tutti consigliava, che tutto costruiva con la sua preghiera il­luminata e calda. Tutti comprendeva e a tutti la sua anima si comunicava…». Sono parole dello stesso fondatore. Il Beato Timoteo fu fedele alle sue parole e ai suoi desideri «pur non comprendendo tutto» sin dal primo momento, nella missione di dare vita e accompagnare le varie Congregazioni e Istituti paolini. Il beato Timoteo conobbe, nella preghiera e nella meditazione, che la via della santità per lui doveva consistere nella pratica dell’obbedienza, nella quale trascorse tutti e tre i gradi di perfezione descritti da sant’Ignazio che, in definitiva, non sono altro che i gradi dell’amore in cui si consuma la santità. Questa fedeltà lo ha portato a capire fino in fondo il carisma specifico del fondatore e la dimensione sacerdotale della nuova forma di evangelizzazione compiuta mediante gli strumenti di comunicazione sociale. Scrive, con particolare efficacia e convinzione, nel suo Diario: «La stampa cattolica è l’idea regina della mia vita, la signora della mia mente, della mia volontà, del mio cuore».

Straordinaria capacità di magistero.

Don Giaccardo è stato nella Famiglia Paolina un vero Maestro, altamente consapevole del compito di educatore, aperto alle più moderne intuizioni pedagogiche sulla formazione della personalità, con un metodo forte e soave ad un tempo. «Era il maestro nella pietà… Fu maestro di apostolato» ‒ afferma Don Alberione ‒. «Egli lo sentiva, lo amava, lo sviluppava… Era un suscitatore di energie, un sostegno per i deboli, luce e sale nel senso evangelico». Senza alcun dubbio, infatti, don Timoteo realizza nell’evangelizzazione con i mezzi della comunicazione sociale la sua particolare chiamata e si impegna a formare intere generazioni di Paolini e Paoline a questa missione. In particolare, ieri, oggi e sempre, egli continua ad esercitare la sua missione di «prendere e trasmettere», senza alcuna alterazione, l’eredità che Dio ha trasmesso per mezzo di don Alberione a tutti i membri della Famiglia Paolina. Quanto più egli resterà vivo e presente nel cuore dei membri della Famiglia, tanto più questa sarà sicura di interpretare lo spirito e il carisma del Fondatore, e di vivere in pienezza la sovrabbondante ricchezza di grazia che Dio le ha data in Cristo nella Chiesa 

Profonda umiltà.

Il Beato Timoteo ha speso per il proprio Istituto tutte le sue energie fino all’ultima ora, in un eroico nascondimento e in una totale donazione, restando sempre al secondo posto, seguendo e trasmettendo lo spirito e le direttive del Fondatore, con una fedeltà pari all’umiltà perfetta e alla generosa e perfetta obbedienza. Per primo «si è fatto sempre tutto a tutti; il primo, reputandosi l’ultimo; sensibilissimo, docilissimo, deli­catissimo», affermava Don Alberione.

Modello e intercessore nel mondo della comunicazione.

Per don Timoteo, l’apostolo ha un compito specifico: «È luce del mondo e deve ammaestrare tutti in tutte le cose che il Divin Maestro ha comandato». Il veloce moltiplicarsi delle modalità attraverso le quali trovano impiego oggi i mezzi della comunicazione sociale ‒ cinema, radio, televisione, internet, multimedialità – e il loro sviluppo sono sempre più crescenti, specie in quella che ormai è universalmente definita come «era digitale». Essi costituiscono una cultura nuova, una civiltà emergente: hanno il loro linguaggio specifico e hanno bisogno, come tutte le culture, di essere evangelizzati. Gli apostoli del Vangelo devono entrarvi per incontrare fruttuosamente tale nuova cultura al fine di lasciarvi penetrare il Vangelo. In questo è di grande importanza poter contare su un intercessore come il Beato Timoteo Giaccardo, che, sebbene con modalità diverse, in sintonia con i tempi in cui vive, spende ogni energia in quello stesso impegno che oggi si chiede a chi svolge la difficile missione di evangelizzazione nella comunicazione e con la comunicazione.

Santità a portata di tutti.

Il Beato Timoteo si presenta, nella sua dimensione umana e spirituale, non solo come un modello per sacerdoti e religiosi, ma per tutti i fedeli: come uomo interiore e come uomo d’azione; per una essenziale ricchezza di valori di portata moderna e universale, come la sincerità e l’autenticità, la pratica eroica delle virtù teologali, cardinali e dei consigli evangelici, sulle basi sicure della verità nell’umiltà, dell’obbedienza perfetta fino all’immolazione di se stesso nell’immedesimazione con Cristo. Si può affermare che egli può essere guida, per la completezza della sua personalità, a tutte le componenti del popolo di Dio. La sua è una santità semplice, a portata di tutti, del prete e del religioso come del papà e della mamma nella fa­miglia, del bambino e dell’adolescente, delle persone giovani e delle anziane, di chi vive nelle comunità religiose e di chi vive nella frenesia delle attività commerciali, po­litiche, sindacali, nel mondo delle co­municazioni.