Alcune sue frasi

Gesù Maestro.

«Il divin Maestro è la via, la verità e la vita. E ciò signi­fica: il divin Maestro è l’esempio di ogni virtù, e le no­stre virtù devono essere le sue; il divin Maestro è la luce della via: è la luce e l’insegnamento che ci fa conoscere il Padre, che ci dà la sapienza delle cose celesti, che ci dà la scienza delle cose di Dio; è la fonte di ogni benedizione e grazia, di ogni consolazione e pienezza di vita sopran­naturale».

«Gesù Maestro, io ti prego: dammi le ani­me che mi hai assegnato nella tua provvi­denza; dammi di non lasciarne perdere al­cuna; dammi di trovarle e raggiungerle con tutti i mezzi».

Maria, Regina degli Apostoli.

«Maria è madre di Dio: dignità e privilegio che è sor­gente di tutte le dignità e di tutti i privilegi; Maria è madre di Gesù Cristo, quindi vera madre no­stra giacché noi ‒ come insegna san Paolo ‒ siamo membra di Gesù Cristo; Maria è madre della Chiesa, e quindi regina degli apo­stoli, poiché l’apostolato è la pienezza della grazia che si riversa nella Chiesa».

«La devozione alla Madonna è la leva di ogni iniziativa, di ogni progresso, di ogni buona riuscita, della vittoria sul demonio, della santità più bella e più alta».

«Siete in dubbio? Maria è luce. Avete turbamenti? Maria è sicurezza. Siete tristi? Maria è causa di letizia. Guardate a Lei e avrete gioia e pace».

«La Regina degli Apostoli è considerata sotto questa luce: “la Madonna che ci dà Gesù”. La Madonna è chiamata Madre, Maestra, Regina, e noi siamo i figli devoti, i discepoli docili, i sudditi e i ministri fedeli».

San Paolo.

«È impossibile avvicinarsi a san Paolo e non essere trasformati. La devozione è an­zitutto conoscenza: le lettere di san Paolo ne rivelano lo spirito».

«San Paolo fa come un mirabile responsorio col Mae­stro divino. Gesù maestro dice: Io sono la verità: credete in me. San Paolo risponde: “Vivo nella fede del Figlio di Dio che mi ha amato”. Io sono la via: venite a me. San Paolo risponde: “Sono confitto alla croce con Cristo”. Io sono la vita: rimanete nel mio amore. San Paolo risponde: “Non sono più io che vivo: vive in me il Cristo”».

«San Paolo, l’apostolo dell’attività, è l’apostolo della massima vita interiore. Radice e fondamento di questa vita interiore è la continuata meditazione delle verità eterne. L’anima di san Paolo è costantemente occupata da una grande realtà: la vita eterna! (1Cor 15,29). San Paolo è l’apostolo per antonomasia, un creatore di apostoli. Vuole specialmente concederci lo spirito di zelo e l’amore alle anime, la brama di salvare i fratelli. È un convertito: vuole che domandiamo la conversione dei cattivi; vuole ottenere vocazioni al clero, alla vita pia e religiosa».

L’umiltà.

«L’umiltà è necessaria per salvarci: “Se non vi farete piccoli come fanciulli, non entrerete nel regno dei cieli”. L’umiltà è il segreto che permette a Dio di operare in noi le sue meraviglie e di servirsi di noi per le sue opere: “Dio resiste ai superbi, agli umili dà la grazia”. È segreto di pace: “Imparate da me che sono mite ed umile di cuore e troverete la pace per le vostre anime”. È segreto per capire il Divin Maestro e con lui penetra­re nei misteri di Dio: “Ti ringrazio, o Padre, che hai na­scosto queste cose ai grandi e le hai rivelate ai piccoli”. È segreto di vera gloria: “Chi si umilia sarà esaltato”».

L’apostolato.

«L’apostolato delle edizioni deve illumi­nare tutti gli apostolati, tutti vivificarli, tutti abbracciarli, tutti esercitarli con i suoi apostoli. Questi devono essere la gloria di Gesù Cristo, via, verità e vita, come vive nella Chiesa».

«L’apostolato di oggi è adatto a tutti; lo si esercita pregando, scrivendo, stampando, confezionando il libro, diffondendolo. Lo si può esercitare da casa come da fuori casa, dal pulpito della macchina da stampa, come da quello del proprio letto di dolore. Vi si può cooperare in molti modi: e tutti possono dividerne i meriti copiosi».

La fede.

«Non basta conoscere Dio. Per la nostra giustificazione e per conseguire l’eterna salvezza è necessario credere, avere cioè la fede! Perché, come insegna san Paolo, “senza la fede è impossibile piacere a Dio”, e perché, secondo la parola di Gesù, “chi non crede è già giudicato”. La fede è principio e fondamento della vita cristiana, è virtù soprannaturale, mediante la quale, sull’autorità stessa della parola di Dio, crediamo fermamente alle ve­rità che egli ci ha rivelato, e che la santa Chiesa, nostra madre e maestra, ci propone a credere».

Fedeltà alla missione.

«Ora mi pare di vedere chiaro e si determina sempre di più il mio ministero: conservare, interpretare, fare penetrare, fare passare e scorrere lo spirito e le iniziative di don Alberione. Ed io accetto in spirito di umiltà questo ministero con animo docile, affettuoso, sincero: io devo essere unanimità amorosa ed operosa. Questa è la mia missione, il mio merito, la mia gloria, il mio paradiso».

Carità.

«Chi ha carità sa vedere il bene nei fratelli. Tutti han­no qualcosa di buono accanto al cattivo e al difettoso. Chi è senza difetti? Uno molto intelligente può essere un loquace, un altro di volontà robusta può mostrarsi duro, uno di cuore buono può sembrare lezioso. Saper vedere il bene e badare a quello che una persona dà, più di quanto la si respinga per quello che non dà!

Non male per bene; non male per male: non solo be­ne per bene, ma bene per male: non saremo mai troppo buoni; non saremo mai buoni abbastanza!» 

Il matrimonio.

«Il “Sacramento grande” che è venuto ad allietare e a fecondare la tua vita, ti ha portato, per ogni giorno, la grazia di ogni giorno: Come una sorgente inesauribile! Tu confida in esso nella gioia, nelle difficoltà, nei dolori, nei tormenti, nelle angosce, nelle battaglie, nelle benedizioni! In esso abita Iddio e la grazia per te. Io prego, come ho pregato, e prego nelle tue intenzioni e ti invoco ogni bene dal Cuore Divino, da cui sgorgano i Sacramenti e ti auguro la pace di Gesù, a cui il grande Sacramento, che simboleggia la nostra unione con Lui, ti ha ora più strettamente unito. Ti sono sempre amico e fratello» (A Fortunato Guerrini).

Ascoltare lo Spirito.

«Il Signore parla come vuole, e lo Spirito spira dove vuole e come vuole: l’aver seguito Iddio, che passava ha fatto san Pietro, san Paolo, sant’Agostino, sant’Ignazio, santa Francesca di Chantal… Ma non bisogna prendere abbagli, né ingannarsi, né sviarsi, né lasciarsi trascinare fuori… Altro è: splendere di luce divina e impulso di divino volere e fascino di divina chiamata; e altro è: cieco e insussistente e vaporoso umano sentimento, causato questo spesso da precedenti egoistici… E altro è: un volere divino che irrobustisce anche nella fosca contrarietà; e altro è: volere umano che infiacchisce anche nella accondiscendenza di sé» (A Maria Sola, collaboratrice per edizioni paoline).