Attualità

D’intelligenza non eccelsa, ma d’un impegno e d’una volontà non comuni, Alfonsina è una religiosa illuminata, che non intende mai rimanere nell’indecisione sia nei problemi di crescita umana che in quelli spirituali. Mette continuamente in crisi se stessa e l’ambiente nel quale vive; non si rassegna all’ineluttabile, ma resiste al male e ai pericoli; promuove le cose che giudica buone; corregge se stessa e gli altri. Di fronte ad abusi, quando le dirigenti chiudono un occhio, lei reagisce.

 

Trasparenza e gioia. Anuarite è una religiosa trasparente, piena di serenità e di gioia. Sembra una ragazzina che non ha paura di niente. A causa del suo carattere forte, di tanto in tanto si adira, ma ben presto si calma e non si dà pace finché non si è riconciliata. Sa amare tutti senza distinzioni. A casa, a scuola, in convento, nei giochi, con i bambini, con le consorelle non si risparmia, ma si fa tutta a tutti. Divenuta religiosa, assiste volentieri i più deboli, nella misura in cui i suoi doveri e i suoi incarichi glielo permettono, e in particolare alcuni bambini difficili: «Per eliminare la paura di quei due bambini, bisogna che io manifesti loro più affetto. Se hanno qualche problema, essere vicina a loro per aiutarli. Così potrò sistemare tutto in modo che fra noi non ci sia acredine… Non dobbiamo aiutare soltanto quelli che amiamo». Prima e dopo la scuola, Nengapeta si dedica agli altri.

 

Spirito di obbedienza e umiltà. Anuarite cerca unicamente Gesù e la sua volontà: «Non lasciare che mi allontani da te. Ottienimi anche la grazia di riconoscere la volontà di Dio in tutto ciò che mi è vietato dalla regola o che mi è comandato dalle mie superiore… Mi sono consacrata a Gesù solo. Cercherò dunque di piacere a lui e di riconoscere che tutto quello che mi succede è volontà sua».

Il suo spirito di obbedienza si capisce alla luce dello spirito di umiltà che l’anima: «Se le superiore ci lodano per il bene che abbiamo fatto, diciamo nel nostro cuore: “Grazie, Signore, per avermi aiutata; perdono, Signore, per la mia povertà”. Se non ci lodano o ci rimproverano, diciamo: “Portiamo tranquillamente pazienza per piacere a Dio”. Se le superiore ti rimproverano o ti umiliano, e tu cerchi di difenderti, vuol dire che non possiedi ancora l’umiltà... Bisogna leggere spesso il vangelo. Non c’è santità senza umiltà… Gesù vuole che io gli dia la chiave del mio cuore: questa chiave è la mia libera volontà».

 

Intimità con Gesù Cristo. Desiderando di «non piacere che a Gesù solo», prega molto e con intensità. La sua meditazione è un incontro quotidiano con lo Sposo: «Bisogna essere felici, nell’ora della meditazione, perché è il tempo del riposo e del colloquio col Signore, come quando due fidanzati parlano fra loro senza pensare allo sforzo o alla fatica. Se ti senti tiepida nell’ora della preghiera, non devi scoraggiarti... Il Signore Gesù si stupirà e dirà: “Anche quando le volto le spalle, non si stanca...”. Parlare col Signore durante la meditazione. Chi si stancherebbe a parlare col suo fidanzato?».

 

Amore alla Madonna. Anuarite ama la Vergine Maria di un amore ardente e appassionato. La sua devozione mariana si esprime anche attraverso la recita del rosario. «Spesso andava alla grotta di Lourdes che era stata costruita nel nostro modesto giardino ‒ afferma una consorella ‒. Là recitava il rosario con gli occhi fissi sulla statua. Quando poteva, prendeva con sé un gruppo di bambini, orfani o alunni della scuola, e pregava con loro. Le piaceva particolarmente recitare il rosario durante il lavoro. In cucina o in sagrestia, quando si faceva il bucato e quando si stirava, invitava le sue compagne a recitare il rosario ad alta voce». Dice un’altra religiosa: «Nei giorni che hanno preceduto la sua morte, l’ho vista pregare più volte alla grotta della Santa Vergine, soprattutto nelle ore serali».