Postulazione della Famiglia Paolina

Il postulatore è il rappresentante dell’attore (promotore della causa) e anche della comunità dei fedeli davanti all’autorità competente. Egli ha il diritto e il dovere di seguire la causa in tutte le sue fasi. Ha un duplice ruolo nella ricerca della verità: difendere gli interessi dell’attore che l’ha nominato e collaborare con l’autorità ecclesiastica, che ne ha approvato la nomina. Un altro compito del postulatore è quello di amministrare i beni della causa. La nomina del postulatore da parte dell’attore deve essere approvata dal vescovo responsabile per la fase diocesana, o dalla Congregazione delle cause dei santi per la fase così detta “romana” della causa. Per motivi d’ordine pratico, un Istituto religioso o un ente giuridico può avvalersi di un postulatore per tutte le cause. In questo caso viene denominato postulatore generale, la cui nomina è di diritto esclusivo dell’attore e deve essere approvata dalla Congregazione delle cause dei santi. Al presente possono essere postulatori non solo i sacerdoti, ma anche i religiosi e i laici senza distinzione di sesso.

Curiosamente, nelle Costituzioni e Direttorio della Società San Paolo non viene nominata la figura del postulatore generale, nemmeno tra gli atti di competenza del superiore generale. Nel Servizio dell’Autorità. Manuale, invece, la figura del postulatore viene elencata tra i collaboratori del Governo generale e il suo ruolo è descritto in maniera generica e piuttosto imprecisa (cfr. n. 156.1). Altri orientamenti del Governo generale concretano alcuni punti: il postulatore riceve la nomina direttamente dal superiore generale ed ha una autorità delegata che si regola in base alle esigenze proprie del ruolo e agli orientamenti particolari dati dallo stesso superiore generale, che sarà la persona di riferimento. Essendo postulatore dell’intera Famiglia Paolina, si adopererà nell’avviare e seguire i processi di tutti i paolini e paoline candidati.

Il primo postulatore: don Stefano Lamera

Assecondando le richieste di molti confratelli, nel marzo del 1955 don Alberione decise di avviare le pratiche per la causa di canonizzazione di don Timoteo Giaccardo. Ciò comportò la nomina del postulatore nella persona di don Stefano Lamera (1912-1997), al quale va ascritto l’onore di aver dato inizio a tutte le cause oggi pendenti presso la postulazione della Famiglia Paolina.

Per volere del Fondatore, l’8 giugno 1955 don Lamera ottenne il nulla osta per l’introduzione del processo ordinario informativo sulle virtù, la vita e la fama di santità del servo di Dio don Giuseppe Timoteo Giaccardo presso il tribunale del Vicariato di Roma, celebrato, per rogatoria, presso il tribunale di Alba dal 7 luglio 1955 al 6 novembre 1956. Il 26 ottobre 1967 si concluse il processo apostolico presso il tribunale del Vicariato (celebrato contemporaneamente presso il tribunale di Alba). Nel­l’insieme l’apparato probativo consta di 57 testi con 100 de­posizioni. Il 2 aprile 1982 Giovanni Paolo II concesse la dispensa dal canone 2101 (50 anni dalla morte) per avviare la discussione sull’eroicità delle virtù del servo di Dio. Il 9 maggio 1985 lo stesso Pontefice firmò il decreto sulla eroicità delle virtù, dichiarandolo venerabile, e il 22 ottobre 1989 presiedette nella basilica di San Pietro in Roma la cerimonia della beatificazione di Giuseppe Timoteo Giaccardo, primo sacerdote paolino. Don Stefano Lamera lesse la rogatoria ufficiale.

Su indicazione di don Giacomo Alberione e dietro richiesta del postulatore don Stefano Lamera, il 4 febbraio 1959 il vescovo di Alba, mons. Carlo Stoppa, aprì il processo informativo sulla fama di santità del servo di Dio Francesco Chiesa, concluso il 21 dicembre 1964, con la deposizione di 39 testi. Nello stesso tempo si iniziò il processo circa i numerosi scritti e il non culto. Il 31 ottobre 1960 ebbe luogo l’esumazione della salma nel cimitero di Alba. Il 23 marzo 1975 Paolo VI firmò il decreto di introduzione della causa di canonizzazione, e il 10 gennaio 1976 la Congregazione delle cause dei santi concesse di celebrare il processo apostolico nella curia di Alba, che si aprì solennemente nel tempio di san Paolo il 30 novembre 1977 e si concluse il 29 maggio 1979. L’11 dicembre 1987 Giovanni Paolo II firmò il decreto sull’eroicità delle virtù del canonico Chiesa, dichiarandolo venerabile.

Per iniziativa del Fondatore, don Lamera promosse anche la causa di Maggiorino Vigolungo, il cui processo ordinario fu introdotto ad Alba il 12 dicembre 1961 e concluso il 26 settembre 1963; il processo apostolico fu aperto il 30 settembre 1981 e concluso il 21 ottobre dello stesso anno. Il 28 marzo 1988 Giovanni Paolo II firmò il decreto sull’eroicità delle virtù e gli conferì il titolo di venerabile.

Per volontà di don Alberione, presente in Alba all’apertura, don Lamera promosse pure il processo canonico della causa di fratel Andrea Borello, che ebbe inizio il 31 maggio 1964. Il 4 novembre 1965 ebbe luogo l’esumazione della salma, presente don Alberione. Il processo si concluse il 3 marzo 1990 con la firma del decreto sull’eroicità delle virtù da parte di Giovanni Paolo II, che con tale atto lo dichiarò venerabile.

Don Lamera promosse anche presso il Vicariato di Roma l’introduzione della causa di beatificazione di Teresa Tecla Merlo, e il 26 ottobre 1967 iniziò il processo ordinario, che si chiuse il 23 marzo 1972. Il 22 gennaio 1991 Giovanni Paolo II firmò il decreto con cui si riconosceva l’eroicità delle virtù praticate da Tecla Merlo, dichiarandola venerabile.

Il 19 giugno 1982, nel tempio di san Paolo in Alba, don Stefano Lamera dichiarò aperto il processo cognizionale della causa di canonizzazione di don Giacomo Alberione. I due volumi della Positio super virtutibus, studiati dalla Congregazione delle cause dei santi, portano la data del 31 maggio 1990. Il 25 giugno 1996 Giovanni Paolo II firmò il decreto di eroicità delle virtù del servo di Dio, dichiarandolo in tal modo venerabile. In vista della beatificazione, don Lamera sottopose al giudizio della Congregazione delle cause dei santi la presunta guarigione miracolosa dell’annunziatina messicana María Librada González Rodríguez.

Don Stefano Lamera introdusse pure la causa di M. Scolastica Rivata, e iniziò il processo cognizionale presso il tribunale di Alba il 13 marzo 1993. La causa di M. Scolastica Rivata è stata la prima ad essere introdotta seguendo la nuova normativa promulgata da san Giovanni Paolo II (1983). Questo spiega la maggior chiarezza e rigore della Positio rispetto a quelle precedenti, grazie anche alla preziosa collaborazione di sr. M. Joseph Oberto, pddm.

Ancora a don Lamera fu affidata la causa di canonizzazione di suor M. Clementina Anuarite Nengapeta, prima martire del Congo. La Società San Paolo assunse gli oneri della postulazione, affidandola al postulatore generale della Famiglia Paolina. Con la preziosa collaborazione di don Rosario Esposito, egli portò avanti la causa fino alla beatificazione, che ebbe luogo a Kinshasa il 15 agosto 1985 durante il primo viaggio missionario in Africa di Giovanni Paolo II.

Altri postulatori

Il 7 giugno 1997, dal superiore generale don Silvio Pignotti fu nominato postulatore generale della Famiglia Paolina don Luigi Valtorta (nato a Cassano d’Adda, Milano, il 23 agosto 1944). La nomina ufficiale è del 26 ottobre 1997, approvata dalla Congregazione delle cause dei santi il 27 ottobre 1997. A don Valtorta va il merito di aver ripreso e portato a termine il laborioso processo sulla guarigione, per intercessione di don Giacomo Alberione, dell’annunziatina messicana M. Librada González Rodríguez, riconosciuta inspiegabile dalla consulta medica il 14 febbraio 2012, che ebbe il voto positivo dei consultori teologi il 6 settembre dello stesso anno, e riconosciuta miracolosa il 15 ottobre dai padri cardinali e vescovi, il che aprì la via alla beatificazione. Il 27 aprile 2003 Giovanni Paolo II, sul sagrato della basilica di San Pietro in Roma, proclamò beato don Giacomo Alberione.

Il 17 (19) gennaio 2005 fu nominato postulatore generale della Famiglia Paolina, dal superiore generale don Silvio Sassi, don Antonio Francisco da Silva (nato il 18 gennaio 1943 a Passos, Stato di Minas Gerais, Brasile), approvato dalla Congregazione delle cause dei santi il 27 gennaio 2005. Egli seguì le pratiche per la traslazione delle spoglie di M. Scolastica Rivata dal cimitero di Alba alla chiesa di Gesù Maestro di Roma, dove riposano dal 3 aprile 2008.

Il 1° settembre 2010 fu nominato postulatore generale della Famiglia Paolina dal superiore generale don Silvio Sassi (approvato dalla Congregazione delle cause dei santi l’8 ottobre dello stesso anno) don José Antonio Pérez Sánchez (nato a Tamames, Salamanca, Spagna, il 1° giugno 1945). Dopo l’inaspettata scomparsa di don Silvio Sassi, è stato confermato dal nuovo superiore generale, don Valdir José de Castro, il 2 aprile 2015.

Dal 19 marzo 2012 si è costituito, in maniera informale, un gruppo di scambio e di lavoro dove collaborano con il postulatore le quattro rappresentanti delle Congregazioni paoline femminili.

Il 22 giugno 2012 il Congresso peculiare dei consultori teologi, ha espresso all’unanimità il parere favorevole sulla eroicità delle virtù della serva di Dio M. Scolastica Rivata e, nella sessione ordinaria del 5 novembre 2013, i padri cardinali e vescovi hanno riconosciuto che la serva di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù; il Santo Padre (papa Francesco) ha dato mandato di rendere pubblico il decreto il giorno 9 dicembre 2013.

Tra il 29 marzo e il 5 maggio 2014 le reliquie del beato Timoteo Giaccardo sono state trasferite dalla cripta del santuario Regina degli Apostoli in Roma, passando per Narzole, Bra e Sanfrè, al tempio di San Paolo in Alba.

In attesa che accada qualche fatto miracoloso, lo sforzo della postulazione in questo momento è rivolto alla promozione della conoscenza e la devozione ai “Santi” della Famiglia Paolina, che provochi la petizione e l’otenzione di grazie, tra cui si possa identificare qualcuna scientificamente inspiegabile da presentare alla Congregazione delle cause dei santi come presunto miracolo, in vista della canonizzazione dei Beati e la beatificazione dei Venerabili.