LA COMUNICAZIONE: AMBIENTE DELLA NOSTRA SANTITÀ

«L’incontro con Gesù, quindi, ci pone nella prospettiva dell’amore, ci dà un nuovo orizzonte e ci inserisce nell’itinerario della santità. Solo grazie all’incontro – o rincontro – con l’amore di Dio in Cristo Gesù, che si trasforma in felice amicizia, siamo riscattati dal nostro individualismo e riusciamo a rompere l’autoreferenzialità. In altre parole, per chi accoglie questo amore che ridona il senso della vita, è impossibile contenere il desiderio di comunicarlo agli altri; sente la necessità di uscire, di condividere quanto ha ricevuto. Noi Paolini siamo chiamati a vivere e ad annunziare il Vangelo (a uscire!), donando agli altri, nella comunicazione e con la comunicazione, ciò che abbiamo ricevuto dal Signore» (don Valdir José De Castro, La Santità. Uno stile di vita. Lettera annuale ai confratelli della Società San Paolo, Roma, 27 marzo 2016). Ecco il contesto in cui lo Spirito opera la conformazione a Cristo. È in questa cultura creata dalla comunicazione moderna che il Paolino e la Paolina vivono da testimoni del Vangelo, con la vita e con tutti i linguaggi. La santità paolina si radica nella scelta di “uscire”, di incontrare, di annunciare, di comunicare… ovvero di fare comunione con ogni persona. Una santità che, secondo l’espressione di papa Francesco, nasce e permane nella “cultura dell’incontro”: «Non basta passare lungo le “strade” digitali, cioè semplicemente essere connessi: occorre che la connessione sia accompagnata dall’incontro vero. Non possiamo vivere da soli, rinchiusi in noi stessi. Abbiamo bisogno di amare ed essere amati. … La rete digitale può essere un luogo ricco di umanità, non una rete di fili ma di persone umane» (Papa Francesco, 48a Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali, Comunicazione al servizio di un’autentica cultura dell’incontro, 24 gennaio 2014). Il santo nella comunicazione è colui che valorizza il rapporto personale e digitale, cerca di costruire ponti, si impegna a combattere la divisione, si spende per la comunione, ascolta Dio, gli altri, la realtà, ogni povero...

Insieme a san Paolo, la Madre di Gesù è modello di santità. Il Beato Giacomo Alberione si riferiva a lei come “editrice” di Dio, chiarendo che “editare” significa dare alla luce. E noi abbiamo la stessa missione di Maria, che è quella di accogliere e dare al mondo Gesù Via Verità e Vita, editando la Parola con tutti i linguaggi della comunicazione. La nostra beatitudine o santità è lasciare che lo Spirito ci renda “editori” di Gesù, come Maria Regina degli Apostoli.