Alcune sue frasi

Gesù Maestro, al centro di tutto

«Nell’apprendere e nell’insegnare le varie materie, bisogna far sì che gli studi siano sempre ordinati e coltivati in modo tale che Gesù Cristo nostro Divino Maestro, che è Via, Verità e Vita, sia da noi sempre più intimamente conosciuto e Cristo si formi pienamente nella mente, nella volontà e nel cuore; così diventeremo esperti maestri delle anime, perché prima siamo stati umili e diligenti discepoli di Cristo».

Maria dà la più grande ricchezza

«Nessuna più grande ricchezza si può dare a questo mondo povero e orgoglioso che Gesù Cristo. Maria diede al mondo la grazia in Gesù Cristo; continua ad offrirlo nei secoli: Mediatrice universale della grazia, ed in quest’ufficio è madre nostra. Il mondo ha bisogno di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita. Maria lo dà per mezzo degli apostoli e degli apostolati. Ella li suscita, li forma, li assiste, li incorona di frutti e di gloria in cielo».                           

San Paolo

«San Paolo è il discepolo che conosce il Maestro Divino nella sua pienezza: egli lo vive in tutto, ne scandaglia i profondi misteri della dottrina, del cuore, della santità, della umanità e divinità; lo vede dottore, ostia, sacerdote; ci presenta il Cristo totale come già si era definito: Via Verità e Vita». «Tutte le anime che presero gusto nel leggere San Paolo, divennero anime robuste».

L’apostolato di san Paolo

«Se san Paolo vivesse, continuerebbe ad ardere di quella duplice fiamma, di un medesimo incendio, lo zelo per Dio ed il suo Cristo, e per gli uomini d’ogni paese. E per farsi sentire salirebbe sui pulpiti più elevati e moltiplicherebbe la sua parola con i mezzi del progresso attuale: stampa, cine, radio, televisio­ne. Non sarebbe, la sua dottrina, fredda ed astrat­ta. Quando egli arrivava, non compariva per una con­ferenza occasionale: ma si fermava e formava: otte­nere il consenso dell’intelletto, persuadere, converti­re, unire a Cristo, avviare ad una vita pienamente cri­stiana».

La parola di Dio

«La Bibbia è l’Epistola Dei ad homines. Essa è la prima e principale lettura per acquistare il pensiero di Dio; specialmente il Nuovo Testamento. Le anime veramente pie fanno dei Santi Vangeli la loro delizia, perché vi trovano gli insegnamenti, gli esempi di nostro Signore Gesù Cristo, e nulla le forma meglio alla soda pietà, nulla più efficacemente le avvia all’imitazione del Divino Maestro». 

Eucaristia e Bibbia

«Eucaristia e Bibbia si accordano molto bene; così si accordano bene apostolato-stampa ed Eucaristia. Eucaristia e Bibbia formano l’apostolato della stampa. Siano, queste due cose, inseparabili e inseparate nei nostri cuori».

Spiritualità biblica

«È chiaro che chi fonda la sua spiritualità sulla Bibbia ha una preghiera intera, completa: quella che piace a Dio».

Santità e verità

«Nessuna santità dove non vi è la verità, o almeno l’amore alla verità; la santità della mente è la prima parte. Nessun orientamento senza la Logica; nessuna veduta larga senza la Metafisica; nessuna via sicura, se non nella Chiesa».

Costruire la personalità

«Occorre che vi sia una base, un punto di partenza: l’uomo retto. Su di esso si può costruire il buon cri­stiano, il figlio di Dio».

Educare alla libertà

«È un errore comprimere il giovane così che egli non manifesti i suoi pensieri, che specialmente nella adolescenza e nella crisi possono anche essere strani. Aiutarli, invece, a parlare, dare loro spiegazioni, sostenerli, facilitare lo svelarsi e il mostrarsi aperti... poi correggere le idee, fornire libri adatti, esporre ragioni, usare una somma sapienza e bontà».        

Il buon carattere

«Uomo di carattere è colui che, aven­do forti convinzioni, si studia con fermezza e perseve­ranza di conformarvi la sua condotta. Il buon carattere è quel misto di bontà e di fermezza, di dolcezza e di forza, di franchezza e di riguardo, che concilia la stima e l’affetto di coloro con cui si ha da trattare. Un cattivo carattere è invece colui che, col mancare di franchezza, di bontà, di delicatezza o di fermezza, o col lasciare predominare l’egoismo, è rozzo nelle maniere e si rende sgradito e talora anche odioso al prossimo».        

Un cristiano non può scoraggiarsi

«Ad un cristiano non è permesso scoraggiarsi, né tanto meno arrendersi a un mondo che vorrebbe tra­scinare tutta l’umanità verso una vita atea. Dio è in­finitamente più potente dell’uomo. Il cristiano, tra gli uomini, è il più deciso esaltatore del progresso scientifico-tecnico».

Si muore come si vive

«Vi sono di quelli che non si rassegnano nelle pene... Essere abituati in vita a fare la volontà di Dio, per­ché le virtù non si improvvisano, ma si acquistano a piccoli passi, fino al più grande atto di virtù che si ri­durrà all’atto più perfetto di amor di Dio: “Sia fatta la tua volontà”, nell’accettazione della morte. Ci conceda il Signore la grazia di vivere bene per morire bene».          

La preghiera

«Occorre pregare, pregare, pregare. Se la preghiera è ottima, tanto meglio, ma intanto, sebbene incontria­mo tentazioni, vi sia, sostanzialmente... Chi prega ogni giorno otterrà la grazia di pregare meglio; chi prega, attesta di riconoscere il bisogno di Dio e la fiducia di ottenere: finché santamente ci ostiniamo a chiedere, dimostriamo di aver fede, speranza, carità: e prima di alzarci dalla preghiera, avremo già la benedizione divina. In altre parole: occorre esista sempre e davvero ogni giorno della vita, per tutti, la preghiera: come sempre si prende il cibo, come sempre si respira».

La contemplazione

«Quanto giova alle volte stare in contemplazione davanti al tabernacolo, senza sforzarsi di pensare a cose alte! Dire a Gesù semplicemente: “Tu sei il mio Maestro, mi hai dato l’esempio, io voglio fare come hai fatto tu”».      

Carisma della Famiglia Paolina

«La Famiglia Paolina aspira a vivere integralmente il Vangelo di Gesù Cristo, Via, Verità e Vita, nello spirito di San Paolo, sotto lo sguardo della Regina degli Apostoli. In essa non vi sono molte particolarità, né divozioni singolari, né soverchie formalità; ma si cerca la vita in Cristo-Maestro e nella Chiesa».

Presenza della donna

«È necessario riflettere al contributo che la donna può portare alla Chiesa, all’umanità, con la sua dedizione e con la forza che le viene dalla sua natura. Per questo non si è pensata la Famiglia Paolina composta solo di uomini: il Signore l’ha voluta composta anche di donne». «La donna d’oggi deve formare l’uomo d’oggi: deve sovvenire ai bisogni dell’uomo d’oggi; deve servirsi dei mezzi d’oggi».                     

La liturgia

«La liturgia è come un fiume che attraversa l’anno: un fiume di grazie, di luce, di benedizioni. La liturgia è da penetrarsi, da intendersi bene! È una grande grazia lo spirito liturgico in un’anima! Accompagnare la Chiesa, pregare con la Chiesa».   

Il problema vocazionale

«Il problema vocazionario, fra le opere di zelo, deve essere messo in primo piano. Gesù non cominciò il ministero pubblico col predicare; lo cominciò col farsi i discepoli. Li cercò lungo il lago, li invitò: vennero Giacomo, Giovanni, Andrea, Pietro, Filippo, ecc.».

Impegno di tutti

«Tutti i cattolici, con tutte le forze, per tutte le vo­cazioni, per tutti gli apostolati! Tutti i chiamati corrispondano, tutti gli apostoli siano santi, tutti gli uomini li accolgano». 

L’aiuto divino

«Il Signore accende le lampadine, in avanti, man mano che si cammina ed occorre; non le accende tutte subito all’inizio, quando ancora non occorrono; non spreca la luce; ma la dà sempre tempore oppor­tuno».      

Il lavoro

«Il lavoro ci avvicina a Dio, il quale è atto puro, infinito ed eterno. Quanto più l’uomo passa dalla potenza all’atto, tanto più imita Dio. E quante più potenze mette in attività rettamente, tanto meglio corrisponde al volere di Dio che le ha date, tanto meglio serve il Signore: amerai il Signore con tutta la mente, le forze, il cuore: anche le forze fisiche sono comprese. È dunque, il lavoro, parte del primo e principale comandamento». 

Imitare Gesù Cristo

«Se noi vogliamo essere cristiani per davvero, dobbiamo imitare Gesù dal presepio alla croce. Era tanto povero, ha lavorato: cuore distaccato; il dovere del lavoro, che sarebbe già un dovere naturale, è stato elevato e santificato da Gesù. Generalmente si ama il lavoro, fino alla stanchezza; ma anche Gesù era stanco, anche Maria santissima; san Giuseppe e san Paolo, il nostro padre, hanno lavorato costantemente. Ecco a chi dobbiamo uniformarci».

Il vero apostolo

«Apostolo è colui che porta Dio nella sua anima e lo irradia attorno a sé. Apostolo è un santo che accumulò tesori; e ne comunica l’eccedenza agli uomini. L’Apostolo ha un cuore acceso di amore a Dio e agli uomini; e non può comprimere e soffocare quello che sente e pensa. L’Apostolo è un vaso di elezione che riversa, e le anime accorrono a dissetarsi. L’Apostolo è un tempio della Santissima Trinità, che in lui è sommamente operante. Egli, al dire di uno scrittore, trasuda Dio da tutti i pori: con le parole, le opere, le preghiere, i gesti, gli atteggiamenti; in pubblico ed in privato; da tutto il suo essere. Vivere di Dio! e dare Dio».        

Spirito apostolico

«Quante volte vi proponete il grande problema: dove cammina, come cammina, verso che meta cammina questa umanità che si rinnova sempre sulla faccia della terra? L’umanità è come un gran fiume che va a gettarsi nell’eternità: sarà salva? sarà perduta per sempre?».

Intelligenza apostolica

«Non bisogna affannarsi a sbattere gli asciugamani per scacciare le tenebre. Bisogna mettere la luce».

Spirito pastorale

«Lo spirito pastorale è comunicare alle anime Ge­sù Cristo, come Egli si è detto in una definizione rias­suntiva: “Io sono la Via, la Verità, la Vita”: ele­vare e santificare tutto l’uomo: la mente, il sentimen­to, la volontà: con il dogma, la morale, il culto».

Chiesa «in uscita»

«Troppi si abituano a vedere soltanto ambienti ristretti: l’europeo, l’americano... anzi, il proprio paese, la propria casa; facili sono i pettegolezzi inutili, i rimpianti vuoti, i desideri vaghi e sterili. Vedere sempre le cose in Dio, nel Padre nostro, in Cristo, nella Chiesa cattolica».

Non serve lamentarsi

«Le lacrime sterili sui mali presenti non danno gloria a Dio, né bene agli uomini; no! “Fa’ anche tu così”, come il samaritano, che non si contentò di guardare l’uomo ferito e derubato; egli lo soccorse, lo portò all’albergo, pagò la spesa...».

Apostolato moderno

«La stampa, il cinematografo, la radio, la televisione costituiscono oggi le più urgenti, le più rapide e le più efficaci opere dell’apostolato cattolico. Può essere che i tempi ci riservino altri mezzi migliori. Ma al presente pare che il cuore dell’apostolo non possa desiderare di meglio per donare Dio alle anime e le anime a Dio».

Dinamizzare la società

«Il vostro apostolato non mira soltanto al progresso delle anime singole; ma mira a formare una mentalità nuova nella società, il che significa dare un’impronta, un indirizzo nuovo. Spesso si cade nell’errore di voler vedere soltanto il frutto di un’anima particolare, ma il frutto maggiore è la mentalità che si va diffondendo in mezzo alla società: mentalità cristiana, la quale produce sentimenti cristiani e vita cristiana, timor di Dio, e tutto quello che assicura la vita spirituale nelle anime e la vita cristiana nella società».

Andare nelle periferie

«Gesù Cristo insegnò a non aspettare gli uomini, bensì a cercarli. Come il Maestro, l’apostolo deve pro­pagare la divina parola nelle città, nei paesi, nelle case, anche più remote. Deve valicare i monti, sol­care gli oceani, recarsi a tutti gli uomini, ut luceat omnibus. Deve interessarsi delle singole anime, del­le singole famiglie, delle singole parrocchie. Organiz­zare librerie, formare zelatori, entrare in tutte le asso­ciazioni, convincere i capi officina, i capi scuola, le persone autorevoli... Tutto un lavoro capillare».